Falls, Frailty, Polypharmacy and Sarcopenia Conference (II)

La seconda sessione della “Falls, Frailty, Polypharmacy & Sarcopenia Conference” è stata dedicata alla sarcopenia, frequente nella popolazione geriatrica e noto predittore di outcome avversi quali mortalità e ospedalizzazione. Il protagonista della sessione è stato il Professor Alfonso Cruz Jentoft, geriatra, direttore del dipartimento di geriatria dell’Hospital Universitario Ramón y Cajal di Madrid, ma soprattutto esperto di sarcopenia e membro dello European Working Group on Sarcopenia in Older People (EWGSOP).

Nel suo intervento il Prof. Cruz Jentoft ha presentato il documento “Sarcopenia: revised European consensus on definition and diagnosis”, recentemente pubblicato dall’EWGSOP2 in aggiornamento alle precedenti linee guida del 2010. Il documento rappresenta una “call to action”, ovvero un invito al mondo geriatrico a prendere coscienza del problema ‘sarcopenia’ e ad agire a favore di una diagnosi e di un trattamento precoce.

Le novità proposte dal documento rispetto alla precedente versione del 2010 cominciano già dalla definizione di sarcopenia. Infatti, il termine sarcopenia viene spesso utilizzato come sinonimo di massa muscolare ridotta, tuttavia questa accezione è estremamente riduttiva e tralascia un concetto importante, ovvero quello di funzione muscolare. Massa e funzione muscolare sono due elementi ben distinti, seppur tra loro correlati (“muscle mass is not muscle mass function”); infatti, la misura della massa muscolare non ha lo stesso valore predittivo e prognostico di una misura della funzione muscolare.

Già nella definizione del 2010 si sottolineava che il termine sarcopenia non indica solo una ridotta massa muscolare, ma anche una ridotta funzione muscolare, intesa come forza o performance fisica. Nel nuovo documento dell’EWGSOP2 la ridotta forza muscolare viene messa in primo piano e diventa l’elemento cardine per la definizione di una condizione di sarcopenia “probabile”. La concomitante presenza di una ridotta quantità/qualità della massa muscolare definisce un quadro di sarcopenia “certa”; quando a queste si aggiunge la ridotta performance fisica, la sarcopenia è considerata “severa”.

La nuova definizione di sarcopenia nasce da un diverso modo di considerare il muscolo, che per la prima volta viene concepito come un organo a se stante. Infatti, la sarcopenia viene intesa come una sindrome e come un’insufficienza d’organo (“muscle failure”), esattamente come l’insufficienza renale per il rene o l’insufficienza respiratoria per il polmone. Proprio come queste sindromi e patologie d’organo, anche la sarcopenia può presentarsi in forma acuta o cronica; la forma acuta è comune per esempio del paziente con frattura di femore, nel quale la compromissione della funzione muscolare si sviluppa tipicamente in breve tempo (< 6 mesi). Questa nuova concezione del muscolo spiega anche la maggiore importanza attribuita alla performance fisica, parametro che valuta il muscolo nel contesto dell’intero organismo, come uno dei diversi sistemi e apparati che concorrono nel determinare la funzione fisica. Purtroppo, la sarcopenia è ancora poco indagata nella pratica clinica. A questo proposito, il documento dell’EWGSOP2 indica alcuni semplici strumenti che possono essere usati per la misura della sarcopenia, fornendo anche specifici cut-off facilmente applicabili nella routine clinica. Dalla definizione si evince che lo studio della sarcopenia richiede la misura della massa muscolare, della forza muscolare e della performance fisica. Per quanto riguarda la forza, gli strumenti più utilizzati sono l’handgrip oppure il test della sedia. Per la massa muscolare, agli strumenti tradizionali (quali la DXA) se ne stanno affiancando altri più innovativi come TC, RM ed ecografia; infine, siamo alla ricerca di biomarker per possano contribuire a quantificare la massa muscolare. Per quanto riguarda la performance fisica, la Short Physical Performance Battery è sicuramente la batteria più utilizzata, ma la velocità del cammino e il Time Up and Go rappresentano una valida alternativa. Il documento dell’EWGSOP2 propone anche un algoritmo diagnostico per lo screening, la diagnosi e la valutazione di gravità della sarcopenia (in figura), al fine di favorire un approccio più diffuso e sistematico alla sarcopenia e l’identificazione dei soggetti affetti o a rischio. È interessante osservare che il primo step dell’algoritmo è rappresentato dal SARC-F Questionnaire, un questionario a 5-item che consente un primo screening della sarcopenia sulla base di elementi forniti dallo stesso paziente (“self-reported”). Le domande del questionario indagano eventuali limitazioni di forza, difficoltà nel cammino, nel salire le scale o nell’alzarsi dalla sedia ed eventuali precedenti cadute. Per quanto riguarda i determinanti della sarcopenia, e quindi le strategie di prevenzione e trattamento, il documento dell’EWGSOP2 mantiene le quattro categorie già presenti nella precedente versione del 2011, ovvero “aging”, “disease”, “inactivity”, “malnutrition” (in figura). Durante la seconda parte della sessione sono stati quindi illustrati alcuni dei fattori che favoriscono la comparsa di sarcopenia e gli interventi più utili a contrastarli. Tra i determinanti della sarcopenia rientra sicuramente l’inattività fisica, che favorisce e accelera la perdita di massa e funzione muscolare, fenomeno che si accentua con l’età. Al contrario, l’attività fisica, soprattutto se di resistenza, migliora la massa muscolare, la forza e la performance fisica e rappresenta un ottimo antidoto alla sarcopenia. Per quanto riguarda la nutrizione, è opportuno ricordare che con l’età si verifica una riduzione del turnover della massa muscolare principalmente imputabile alla riduzione dell’apporto proteico, spesso inferiore a quello raccomandato (0.8 g/kg/die). Per questo motivo le linee guida internazionali sulla sarcopenia consigliano di considerare una supplementazione proteica o almeno una dieta ricca di proteine nell’anziano a rischio o con sarcopenia. Anche in questo contesto è utile inoltre l’esercizio fisico, che favorisce l’utilizzo delle proteine da parte del muscolo. Negli ultimi anni molti studi hanno indagato l’influenza della vitamina D sulla massa muscolare, in alcuni casi mostrando effetti positivi; tuttavia, le linee guida ritengono che non ci siano evidenze sufficienti per raccomandare la somministrazione di vitamina D in questi pazienti. Infine, alcuni dati recenti mostrano un miglioramento della massa (valutata con RM) e forza/funzione muscolare in anziani sedentari trattati con con supplementi di n-3 PUFA.

Possiamo concludere che, ad oggi, l’esercizio fisico di resistenza rappresenta la strategia più efficace per il trattamento e la prevenzione della sarcopenia, da associare ad un adeguato apporto proteico. Alla luce dei dati recentemente pubblicati, i prossimi studi dovranno chiarire il ruolo di PUFA e vitamina D nel trattamento della sarcopenia.

Bibliografia

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