La Falls and Syncope Unit (FASU)

La Falls and Syncope Unit (FASU) del St. James’s Hospital di Dublino rappresenta un centro di riferimento, nazionale e internazionale, specializzato nell’inquadramento diagnostico-terapeutico di sincopi e cadute, sintomi dello spettro “dizziness”, disturbi della marcia e dell’equilibrio.

Al centro afferiscono oltre 5000 pazienti l’anno, di ogni fascia di età, inviati in consulenza da altri reparti dell’ospedale o dagli specialisti e dai medici di famiglia del territorio di Dublino e non solo.

La FASU si colloca all’interno dell’Ospedale St. James’s, situato nella zona sud di Dublino, nell’area denominata Kilmainham (Dublino 8). Nello specifico, la FASU si colloca all’interno del Mercer’s Institute for Successful Ageing (MISA), un’ampia struttura che rappresenta il fulcro di un’attività assistenziale geriatrica interamente improntata al supporto del paziente anziano e di una favorevole evoluzione dei processi di invecchiamento. In questo contesto, la FASU nasce e si sviluppa come un centro specializzato nella gestione di sincope e cadute in pazienti di tutte le età, ma con una particolare attenzione al paziente anziano, nel quale questi eventi rappresentano sicuramente una potenziale minaccia per un invecchiamento “di successo”.

I percorsi

All’interno della FASU, ogni paziente viene sottoposto ad una prima valutazione comprensiva di raccolta anamnestica, esame obiettivo, elettrocardiogramma e test di ortostatismo attivo con monitoraggio pressorio battito-battito (Active Stand Test).

Successivamente, viene impostato un percorso diagnostico personalizzato in base alla storia clinica del paziente. Nello specifico, la FASU offre la possibilità di svolgere i seguenti esami di approfondimento:

  • Tilt Table Test (comprensivo di videoregistrazione)
  • Massaggio dei Seni Carotidei sec. il Metodo dei Sintomi
  • Test per lo studio del sistema nervoso autonomo
  • Holter ECG prolungato (fino a 7 giorni)
  • Monitoraggio Cardiaco Impiantabile
  • Monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa nelle 24h
  • Manovra di Hallpike, eseguita direttamente dal team della FASU nei pazienti con sospetta vertigine parossistica benigna e seguita dalle manovre di trattamento (qualora indicate)

La multidisciplinarietà

La FASU si caratterizza come una Syncope Unit con un approccio specificamente geriatrico, tuttavia rappresenta anche un ottimo esempio di multidisciplinarietà, in quanto si colloca all’interno di una rete di collaborazione con altri specialisti, che collaborano con il team della FASU al fine di fornire al paziente un inquadramento diagnostico completo e un trattamento appropriato. Tra le collaborazioni più proficue all’interno del St. James’s Hospital rientrano sicuramente quelle con la cardiologia, la neurologia, la TIA and Stroke Clinic e la Bone Clinic. Inoltre, all’interno della stessa FASU è attivo un servizio di fisioterapia, che svolge un ruolo fondamentale nel trattamento dei pazienti che necessitano di riattivazione motoria – per es. in caso di decondizionamento correlato ad allettamento o immobilizzazione prolungata – e ai pazienti con disturbi dell’equilibrio e della marcia correlati a patologie vestibolari, che necessitano di interventi riabilitazione vestibolare.

Il team

Il team della FASU si compone di medici e infermieri specializzati nell’inquadramento diagnostico-terapeutico di sincopi e cadute, che lavorano in sinergia al servizio del paziente. In particolare, la FASU si caratterizza per il ruolo centrale delle “Nurse Specialist” (infermiere specializzate), un’equipe di infermiere con una formazione di impronta cardiologica, che hanno ricevuto successivamente una specifica formazione relativa alla gestione di sincopi e cadute e allo svolgimento dei relativi esami diagnostici. Infine, il team include i fisioterapisti, tra cui una figura specializzata nell’attuazione di interventi di riabilitazione vestibolare.


Il GIMSI al Congresso della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria

La SIGG e il GIMSI presentano ai geriatri le nuove linee guida ESC 2018

Lo scorso novembre si è svolto a Roma il 63° Congresso Nazionale della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), che da anni collabora con il GIMSI in attività scientifiche e divulgative finalizzate a promuovere la cultura della sincope in ambito geriatrico.
Come accade ormai dal 2015, il GIMSI è stato ospite del congresso in un simposio congiunto SIGG-GIMSI, durante il quale sono state presentate ai geriatri le nuove linee guida ESC 2018. Il simposio ha fornito anche l’occasione per presentare alcuni risultati degli ultimi studi del Gruppo Italiano Sincope (GIS), il gruppo di studio della SIGG che dal 1996 porta avanti un’intensa attività scientifica finalizzata ad approfondire la conoscenza della sincope nel paziente geriatrico, con studi “real life” condotti in numerosi centri in tutta Italia, molti dei quali afferenti al GIMSI.

Durante il simposio sono state illustrate le principali novità delle nuove linee guida ESC 2018, ponendo l’accento sugli elementi di maggior rilievo per il geriatra. Infatti, una delle peculiarità delle nuove linee guida è proprio la multidisciplinarietà della Task Force che le ha generate, che ha portato alla nascita di un documento rappresentativo di molteplici figure professionali, compreso il geriatra. In primis, è stata presentata la flow-chart relativa alla gestione della sincope in Pronto Soccorso, che rappresenta uno dei contenuti più innovativi delle nuove linee guida. La flow-chart si caratterizza soprattutto per il ruolo centrale della Syncope Unit e dell’Osservazione Breve, che intervengono come punto di snodo per l’inquadramento dei pazienti a rischio intermedio-alto. In riferimento all’iter diagnostico, è stata poi sottolineata l’importanza che le nuove linee guida attribuiscono a due strumenti diagnostici: il primo di questi è il monitoraggio pressorio nelle 24h, fondamentale per la ricerca degli episodi ipotensivi, soprattutto nell’anziano; il secondo è rappresentato dalla videoregistrazione, semplice da attuare con gli smartphone da parte dei testimoni e capace di fornire moltissime informazioni aggiuntive sulle caratteristiche degli episodi spontanei.

Durante il simposio è stato anche proposto un focus sulla sezione delle linee guida dedicata al paziente geriatrico. Infatti, nell’anziano si verificano una serie di modificazioni fisiopatologiche età-correlate, che contribuiscono all’”instabilità cardiovascolare”, ovvero ad un’alterazione dei meccanismi di controllo delle risposte cardiovascolari. L’instabilità cardiovascolare si traduce in alterazioni dei valori pressori e di frequenza cardiaca quali ipotensione, bradicardia ed elevata variabilità pressoria e si manifesta con episodi sincopali, presincopali o cadute. Per questo motivo le linee guida trattano in modo specifico e approfondito la sincope nel paziente geriatrico e dedicano ampio spazio anche alle cadute, che nell’anziano sono spesso un epifenomeno della sincope. In riferimento all’anziano con buona performance fisica e cognitiva, le linee guida affermano chiaramente che l’iter diagnostico dovrebbe essere analogo a quello riservato al paziente giovane-adulto. Nell’anziano fragile e con decadimento cognitivo la valutazione dovrebbe essere invece modulata in base alla compliance e alla prognosi del paziente, ma le linee guida sottolineano che la ricerca dell’ipotensione ortostatica e, quando indicati, il Massaggio dei Seni Carotidei e il Tilt Test sono comunque ben tollerati anche in questa particolare sottopopolazione.
Per quanto riguarda il trattamento, un elemento centrale nell’approccio al paziente anziano con sincope è sicuramente la revisione della terapia. Le linee guida infatti raccomandano di rivalutare e sospendere (o ridurre) i farmaci ipotensivanti e psicoattivi che possono favorire gli episodi sincopali e di caduta. Negli ultimi anni, il GIS ha fornito dati interessanti al riguardo provenienti dal SYD (Syncope & Dementia), un registro multicentrico di pazienti affetti da demenza e storia di sincope o cadute di sospetta natura sincopale. Nel registro SYD la sincope ortostatica è risultata la più frequente, in particolare quella associata all’assunzione di farmaci, a dimostrazione dell’importanza della terapia farmacologica nell’eziopatogenesi della sincope in ambito geriatrico. Inoltre, uno studio del SYD pubblicato nel 2018 ha analizzato le interazioni farmacologiche nella sincope ortostatica, che risultava significativamente associata all’assunzione di nitrati e della combinazione di ACE-inibitori e nitrati o ACE-inibitori e diuretici.
Nel paziente con cadute inspiegate dovrebbe essere intrapreso lo stesso iter diagnostico riservato ai pazienti con sincope. Inoltre, le linee guida raccomandano un approccio di tipo multifattoriale, finalizzato ad individuare e correggere tutti i possibili fattori favorenti le cadute, tra cui anche la ridotta performance fisica e il decadimento cognitivo. A questo proposito, un’analisi del registro SYD pubblicata proprio nel 2018 ha evidenziato il ruolo delle benzodiazepine e dell’insulina come predittori di caduta non sincopale, ovvero inspiegata al termine dell’iter diagnostico.

Il simposio SIGG-GIMSI ha visto un’ampia partecipazione da parte dei geriatri presenti al congresso, a dimostrazione dell’interesse che la sincope riscuote nell’ambiente geriatrico. Inoltre, questo testimonia l’importanza di continuare a sviluppare occasioni di confronto e di collaborazione tra il GIMSI e altre società scientifiche.


Corso di Competence di Base sulla Sincope

Chi fosse interessato ad organizzare un Corso di Competence di Base sulla Sincope deve rivolgersi alla segreteria del GIMSI (mail:info@gimsi.it tel. 0541 305847)

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Documento di consenso GIMSI-AcEMC

Gestione della perdita di coscienza transitoria di sospetta natura sincopale dopo la valutazione iniziale in Pronto Soccorso